Eppur si muove

Scritto il 03 Mar 2021 da XRBologna - Generale

In questi giorni di terza ondata, in cui viene evidenziato ancora una volta l’irresponsabilità dei nostr@ governant@ a livello nazionale, qualcosa, molto lentamente, si sta muovendo a Bologna.
Ci siamo scontrati diverse volte con l’Amministrazione Comunale, più di una volta gli abbiamo fatto presente che non ci fidiamo più della loro parola e che vogliamo i fatti. Abbiamo messo da parte la nostra indole ribelle e, ispirati dai nostri principi della non violenza e della comprensione, abbiamo deciso di sederci a tavolino con diversi attori per scrivere il regolamento delle assemblee cittadine (AC).

Dal 16 settembre 2020 - fine dello sciopero della fame di Daniele Quattrocchi - abbiamo preso contatti con Fondazione Innovazione Urbana, incaricata dall’Amministrazione di occuparsi della negoziazione per avere le assemblee cittadine nello statuto comunale di Bologna.

La nostra scelta

Davanti a noi c’erano tre strade percorribili:

  1. Chiedere all’assessore all’ambiente una delibera di giunta ad hoc per istituire una singola AC, per provare lo strumento.
  2. Organizzare una AC ribelle, con le nostre forze, coinvolgendo le associazioni, i comitati e i movimenti- non solo ecologisti-attivi in città
  3. Scrivere un regolamento per il funzionamento delle AC e inserirlo nello statuto del Comune di Bologna.

Sebbene, tutte e tre le possibilità presentassero pro e contro interessanti, abbiamo scelto con una plenaria di seguire la terza strada. L’iter è più lungo: commissioni comunali per informare il consiglio comunale, tavolo negoziale per elaborare la proposta, recezione nella Capigruppo del consiglio comunale, calendarizzazione, e votazione a maggioranza qualificata del consiglio (due terzi dei consiglieri, ovvero 26).

Questa scelta presenta alcuni punti interessanti, un processo che dura molto può coinvolgere diversi attori. Far passare la proposta per il dibattito in consiglio ha funzione sia di legittimazione democratica e sia di informazione. Infatti, le sedute del consiglio sono pubbliche e registrate. Infine, inserire le AC nello statuto, le mette a riparo dai cambi di amministrazione. Infatti, una volta inserite e previsti i termini per l’attivazione, le AC non dipendono dalla volontà del singolo Assessore.

Cos’è successo fino ad ora e cosa succederà? (

Il primo passo di questo lungo cammino verso le AC è stato informare il consiglio comunale sullo strumento per farne conoscere funzionamento e potenzialità. Per farlo, in raccordo con FIU e grazie all’aiuto de Prof Lewanski, abbiamo contattato il gotha degli esperti in materia di democrazia partecipativa. Gli e le espert@ hanno parlato al consiglio comunale, all’assessore ai tecnic@ del Comune e a tutta la cittadinanza in tre udienze conoscitive, in sessione congiunta tra Commissione Ambiente e Affari istituzionali.

Le tre udienze hanno superato le nostre aspettative in termini di informazioni ricevute e partecipazione dei Consiglier@.  Le udienze sono state una prova dell’effettivo interesse verso lo strumento. Le udienze sono finite il 3 febbraio.

Il 25 febbraio c’è stato l’incontro preliminare del tavolo di negoziazione, finalizzato all’allineamento informativo dei vari attori e alla calendarizzazione degli incontri. Prima dell’inizio ufficiale del tavolo- martedì 9 marzo ore 17.30-18.30- ci sarà una giornata formativa il 4 marzo. In quell’occasione, per rispiegare lo strumento, interverrà il ricercatore Polaccco Marcin Gerwin, uno degli esperti presenti alla commissione e autore di uno dei modelli più in voga di AC. Dal 9 marzo, il tavolo si aggiornerà ogni martedi fino al 23. Ad inizio aprile il tavolo produrrà le linee guida definitive.

Non siamo soli

Abbiamo fatto di tutto pur di parlare di AC e ottenere il tavolo, Daniele si è scarificato per tutt@, ogni gruppo di lavoro ha riversato energie nel progetto. Ma questo non significa che le AC sono di XR, non abbiamo intenzione di intestarci niente, ma anzi vogliamo che le AC siano lo strumento di tutt@ i cittadin@, in special modo di quelli che si sentono esclus@ dalla presa di decisioni, di quelli che subiscono delusi gli effetti di scelte sconsiderate, prese per interesse di parte.

Sin dalla nostra prima uscita a Bologna, abbiamo cercato amic@, e non è stato difficile trovarli, visto i tantissimi conflitti ambientali attivi in città e visto la propensione a mobilitarsi dal basso dei cittadini residenti e non a Bologna. Infatti, sebbene a livello istituzionale, la città si definisca progressista, in realtà sono i suoi cittadini i protagonisti dello sviluppo. Lo fanno presidiando conflitti, presentando proposte, impegnandosi per cercare risposte. E cosi, a suon di azioni comuni, ci siamo trovati a camminare in un Movimento di Movimenti. Insieme a 13 tra associazioni, comitati e movimenti abbiamo costituito la “rete delle lotte ambientali”.
Siamo riusciti ad ottenere che anche la rete partecipasse con i propri delegati al negoziato. Cosi , al tavolo siederanno XR, Legambiente, e la rete. Inoltre, nell’incontro preliminare abbiamo fatta chiara la nostra volontà di far sedere al tavolo anche il mondo del confederazionismo, dell’economia e delle multiutilities per legittimare questo percorso sin da subito.

Non rimarremo a guardare il tavolo andare a picco.

Ci approcciamo al tavolo con tutta la buona fede e la positività. Abbiamo deciso di credere- ancora una volta nei nostri amministratori- ma non avremo remore a far saltare il tavolo e a denunciare le storture- qualora ve ne fossero. Siamo in ribellione contro il potere istituito, non lo dimentichiamo e non vogliamo che lo dimenticate voi. Avvicinarci alle istituzioni, non vuole dire essere istituzionali. Andremo avanti con le nostre battaglie a prescindere dall’esito del tavolo, perché l’emergenza climatica ed ecologica non è sparita e il collasso degli ecosistemi e l’estinzione della nostra specie è sempre più vicina.

Con rabbia e amore.

Il 25 febbraio c’è stato l’incontro preliminare al tavolo di negoziazione per la scrittura del regolamento delle assemblee cittadine, da inserire nello statuto comunale.

Giovedì 4 marzo ci sarà un incontro formativo propedeutico al tavolo, che comincerà ufficialmente il martedì successivo (9 marzo). Dopo 6 mesi dallo sciopero della fame di Daniele quattrocchi, siamo finalmente arrivati al momento della verità.

Nonostante sia trascorso molto tempo, questi non è stato sprecato. Infatti, abbiamo lavorato intensamente affinché le promesse che sono state fatte il 16 settembre non cadessero nel vuoto, come nel caso della promessa - e ancora attesa - road map per arrivare allo 0 netto di emissioni nel 2030. Promessa scritta nella dichiarazione di emergenza climatica ed ecologica.

In questi mesi ci sono stati i primi due incontri: uno sull’emergenza climatica ed ecologica a Bologna e un altro sulle assemblee cittadine. Abbiamo partecipato a 3 udienze conoscitive nelle commissioni congiunte (Affari istituzionali e Ambiente) sulle assemblee cittadine.

Post
  • Eppur si muove
  • FINE DELLO SCIOPERO DELLA FAME
  • Bologna, comincia il 1° settembre lo sciopero della fame di Extinction Rebellion
  • Non si torna indietro - No going back
  • EXTINCTION REBELLION E IL COMUNE DI BOLOGNA
  • Bologna è diventata un laboratorio per le politiche climatiche?
  • Extinction Rebellion Bologna è in movimento
  • categorie
    Generale
  • Eppur si muove
  • FINE DELLO SCIOPERO DELLA FAME
  • Bologna, comincia il 1° settembre lo sciopero della fame di Extinction Rebellion
  • Non si torna indietro - No going back
  • EXTINCTION REBELLION E IL COMUNE DI BOLOGNA
  • Bologna è diventata un laboratorio per le politiche climatiche?
  • Extinction Rebellion Bologna è in movimento